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DI SOLARINOSei nella sezione: Cenni Storici > Leggende
Una leggenda che ancora oggi a Solarino viene tramandata,anche se da qualche tempo sono sempre di meno le persone anziane con una forte memoria, vuole che tutti o quasi tutti quelli che nascevano nella notte del 25 di gennaio, data della conversione di San Paolo, possiedono delle qualità taumaturgiche che vengono loro donate dal Santo,quelle cioè di poter guarire dai morsi di serpenti o dalle passiature(eritemi da contatto provocati da rettili o altri animali velenosi). Queste persone dotate di tale facoltà vengono soprannominati CIARAOLI.San Paolo, è considerato dai solarinesi il primo dei ciarauli,il capostipite di questa lunga schiera di gente che con il semplice strofinamento della propria saliva sulla parte ammalata accompagnato da una serie di versetti e di parole magighe produceva la immediata guarigione del paziente.
«Ciarauli» in dialetto siciliano, ciarmatori in italiano in realtà sono coloro che praticano incantesimi o scongiuri (ciarmi). Giuseppe Pitrè nel suo trattato Feste patronali in Sicilia parla esaurientemente di questo fenomeno quando descrive credenze ed aspetti della festa di San Paolo a Solarino ed a Palazzolo Acreide i due centri nei quali il Santo viene venerato e che in tutte le icone viene raffigurato con una spada attorno alla quale vi è attorcigliato un serpente, segno tangibile del legame esistente tra l'Apostolo Paolo ed i serpenti. Secondo quando ci è dato sapere (ricerca effettuata da Giovanni Sudano)la leggenda di San Paolo protettore per eccellenza contro i rettili in genere prende le mosse dall'episodio descritto da San Luca negli Atti degli Apostoli riguardo la morsicatura procurata a Paolo nell'isola di Malta,da una vipera che,tra lo stupore dei presenti,non produsse alcuna conseguenza.
Altro scrittore che parla dei ciarauli è il Mongitore nel suo trattato «La Sicilia ricercata nelle cose più memorabili» conferma quanto viene descritto dal Pitrè.il segno distintivo del ciaraulo è dato dalla conformazione vascolare somigliante alla tarantola situata sotto la loro lingua o un rilievo a forma di serpentello situato al braccio destro.
Nei secoli scorsi questa credenza popolare assegnava ai «ciarauli» capacità straordinarie tanto che erano in molti a portarsi in pellegrinaggio a Solarino
Per sciogliere un voto di ringraziamento verso il Santo che li aveva fatti guarire da un morso di rettile o di altro animale velenoso.. Con il passar del tempo cultura e scolarizzazione hanno ridimensionato questi convincimenti e, ancorché le concrete affermazioni di eminenti scrittori (Pitrè,Mongitore ed altri), riportato il tutto a leggenda metropolitana nella quale affondava le radici la credulità popolare. Oggi con la parola ciurmatori vengono indicati gli imbroglioni e gli imbonitori. Invece, Giuseppe Pitrè li descrive come persone dotate di un coraggio che non ha limite che maneggiano impunamente vipere, scorsoni e rettili velenosi d'ogni maniera,ne guariscono i morsi, tengono fronte ai lupi mannari e non curano neppure i cani arrabbiati. Secondo la tradizione della festa di San Paolo questi «ciarauli» si davano appuntamento a Solarino e partecipavano alle processioni con dei rettili che maneggiavano.
Il Pitrè ci dice anche che la maggior parte dei «ciarauli» facevano i maghi e tra di loro c'era sempre qualcuno che metteva in mostra la propria potenza di «ciaraulismo» che veniva dimostrata allorchè alla presenza di tutti toccava con le sue mani un colubro e questo animale tra convulsione e contorcimenti moriva subito. Per catturare questi colubri i «ciarauli» qualche settimana prima della festa si recavano in campagna e facendo una rudimentale zampogna con un filo di avena, emettevano un fischio acuto per via del quale il colubro viene fuori. E non appena il colubro usciva allo scoperto il «ciaraulo» lo «ciarmava» con lo sguardo ammaliatore e dopo avere recitato uno scongiuro che lui solo sapeva, poteva mettere in tasca quel rettile che veniva reso innocuo e quindi era pronto per partecipare alla processione della festa di San Paolo.
Se oggi per ciurmatore si intende l'imbroglione, qualche tempo fa invece si aveva una grande fiducia in questi guaritori. Antonino Mongitore, infatti, ci dà notizia di una famiglia siciliana chiamata comunemente «la casa dei ciarauli». Tutti i componenti di questa famiglia, uomini e donne, avevano la virtù contro il veleno dei serpenti poiché toccavano appena con la saliva le morsicature che così risanavano gli infermi addentati. Le donne di tale famiglia, ci dice il Mongitore, possedevano tali virtù in stato verginale in quanto passate a stato di matrimonio perdevano tale virtù. Il Mongitore avverte anche di diffidare dai falsi «ciarauli» che chiama impostore di persone credule e semplici. Questo significa che nei secoli scorsi c'era chi faceva abuso di queste qualità taumaturgiche.
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